Speculum Humanae Salvationis

HS 2505

Darmstadt, Universitäts- und Landesbibliothek

Secolo XV

Tiratura limitata per l’Italia:

199 esemplari con numerazione romana

Lo Speculum Humanae Salvationis, è un’opera di argomento teologico del primo quarto del XV secolo.
Il testo, scritto in latino, è anonimo. Per lungo tempo viene attribuito a Vincenzo di Beauvais, ora gli specialisti propendono per Ludolfo di Sassonia, monaco d’origine sassone, divenuto domenicano nel 1314, ma entrato nel 1340 al convento dell’Ordine Certosino di Strasburgo.

Si tratta di una delle più diffuse opere tardo-medievali, oggetto di numerose copie miniate. Scopo dell’opera è descrivere la storia dell’uomo dal momento della sua caduta al momento della sua completa redenzione.
Il libro è stato concepito in base al principio della tipologia biblica, il confronto tra episodi del Nuovo Testamento con avvenimenti corrispondenti dell’Antico Testamento. La storia precedente alla venuta di Cristo non è che una prefigurazione della sua vita sulla Terra. Ogni episodio della vita di Cristo si ritrova esposto in uno o più passi dell’Antico Testamento, o della storia dei popoli pagani.

Il codice è riccamente illustrato da 68 pagine interamente miniate.
L’artista è sconosciuto, ma probabilmente il manoscritto e’ stato commissionato per l’Ordine Teutonico (Ordine dei Fratelli della Casa di Santa Maria in Gerusalemme).