Vita Sancti Marini

“Memoria del Mondo” e Patrimonio dell'Umanità UNESCO

Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino

Torino, Italia

Secolo XIX

Tiratura limitata

Presso la Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino è conservato il codice manoscritto F.III.16, che nelle carte 182r–190v reca la più antica testimonianza esistente della Vita Sanctorum Marini et Leonis, più brevemente nota come Vita Sancti Marini. Il testo narra l’itinerario materiale e spirituale di Marino, tagliapietre del III–IV secolo d.C., che dall’isola di Arbe (oggi Raab, in Croazia) giunse alle coste dell’alto Adriatico presso la città romana di Ariminum (Rimini) e infine si stabilì sul Monte Titano, fondando la comunità che oggi è la Repubblica di San Marino.
  • Formato cm 21,5 x 30
  • 9 carte
  • Stampa fine art
  • Carta pergamena trattata a mano per il raggiungimento dello stato ottimale di invecchiamento
  • Legatura eseguita artigianalmente
  • Cucitura a mano
  • Incassatura su carta antica
  • Coperta in legno con borchie

Il manoscritto F.III.16 della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino conserva, alle carte 182r–190v, la più antica redazione nota della Vita Sanctorum Marini et Leonis, tradizionalmente denominata Vita Sancti Marini. Il testo costituisce la fonte primaria per la ricostruzione della figura di Marino, scalpellino vissuto tra il III e IV secolo d.C., originario dell’isola di Arbe (Rab, Croazia). La narrazione documenta il suo trasferimento nell’area altoadriatica, il passaggio per Ariminum (Rimini) e l’insediamento sul Monte Titano, nucleo originario della futura comunità sammarinese.

La Vita, redatta in un latino elegante, presenta un profilo agiografico che integra elementi biografici, modelli etici e finalità comunitarie. Le virtù attribuite a Marino — laboriosità, solidarietà, autonomia — assumono una funzione fondativa, configurando la comunità del Monte Titano come organismo regolato da principi civili e spirituali condivisi. Rispetto ai Passionarii altomedievali, la Vita Sanctorum Marini et Leonis si distingue per l’ampiezza dell’itinerario geografico e per la presenza di un marcato contenuto civico, raro nella produzione agiografica coeva.

Il codice, acquisito dal Regno d’Italia nel 1824, proviene dallo scriptorium dell’Abbazia di Bobbio, uno dei principali centri di produzione libraria dell’alto Medioevo. Nel febbraio 2025 il manoscritto F.III.16 è stato iscritto nel Registro UNESCO Memory of the World. La candidatura congiunta di San Marino, Italia e Croazia riconosce il valore storico e culturale condiviso del documento. La certificazione UNESCO attesta il carattere universale della Vita Sancti Marini, ne garantisce la tutela a lungo termine e ne valorizza la funzione di testimonianza storica, identitaria e interstatuale, destinata a rimanere accessibile alle future generazioni.

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