Nel codice compaiono la celebre sigla A.E.I.O.U. – Austriae est imperare orbi universo, motto della Casa d’Austria introdotto da Federico III, e le iniziali P.K., interpretabili come Philippus Karolus: un monogramma che rimanderebbe a Filippo il Bello d’Austria, figlio dell’imperatore Massimiliano I, accostato a quello del figlio Carlo V. Il manoscritto giunge alla Casa d’Este come bene dotale di Barbara d’Austria, figlia dell’imperatore Ferdinando I (fratello di Carlo V) e di Anna di Boemia e Ungheria. Nel 1565, Barbara sposa con straordinario sfarzo Alfonso II d’Este, duca di Ferrara.
Tra il 1570 e il 1571, dopo il devastante terremoto che colpì la città, Barbara impiega i propri risparmi personali per assistere le giovani rimaste orfane, fondando il Conservatorio delle orfane di Santa Barbara, gesto che le valse profonda gratitudine e stima da parte della popolazione ferrarese.
Pur mantenendo un rapporto costante con l’Ordine dei Gesuiti, la duchessa rimane molto legata alla suocera Renata di Francia, figlia di Luigi XII e di confessione calvinista, con la quale intrattiene un dialogo spirituale e umano di rara intensità.
Barbara d’Austria muore di tubercolosi, dopo lunga malattia, il 19 settembre 1572, a soli trentatré anni.
Commentario a cura di Milena Ricci









