La scritta presente nella prima carta di guardia: Livre des simplex a mons. D’Urfè, indica uno dei possessori del codice; un’altra nota di possesso, il nome Jehan Duboys, è scritta sull’ultimo foglio da mano posteriore all’epoca del manoscritto.
La preziosità di questo codice, tuttavia, sancisce la sicura committenza ed appartenenza ad altri illustri personaggi.
Il testo, in carattere gotico bastardo e lingua francese, contiene la traduzione anonima di uno dei più importanti libri di medicina di epoca medioevale, attribuito a Plateario, medico della Scuola Salernitana.
Le miniature, riconducibili ad un’unica raffinatissima mano, denotano una notevole verosimiglianza rispetto alla realtà, soprattutto per quanto riguarda le erbe.
I semplici, piante e rimedi medicali, di cui l’autore tratta sono circa 500, disposti in ordine alfabetico sulla base della lettera iniziale.









