Riccamente decorato e dotato di un repertorio amplissimo di tavole miniate, tratte dai Vangeli, possiede un apparato iconografico come raramente se ne sono conservati, di quel tempo felicissimo per l’arte della miniatura.
Sessantacinque pagine decorate, in cui le tavole con le figure narrative e simboliche sono presentate su ventiquattro pagine completamente illustrate con un uso sfarzoso della foglia oro. Ogni scena è circondata da una cornice variopinta ed elaborata. A queste tavole si aggiunge l’ornato squisito scandito nelle altre pagine: le iscrizioni auree su fondo porpora, un capolettera di finissima sofisticazione, dodici aerei tempietti in cui si custodiscono i dieci canoni eusebiani che mostrano le peculiarità dei quattro vangeli.
La freschezza della pittura imprime un sigillo espressionista a raffigurazioni che conservano la loro potenza simbolica, dedotta dal discorso per immagini dell’iconografia bizantina e carolingia: un vero e proprio linguaggio per figure che accompagna i misteri sacramentali della vita liturgica.
Nelle scelte formali, spesso assai originali delle miniature traspare un eclettico recupero di una sensibilità classica che ritroviamo in diversi manoscritti d’Oriente e d’Occidente dei secoli precedenti e che s’infonde nuova su quest’era di straordinarie e sperimentali produzioni librarie. Un esempio mirabile di questa preziosa sintesi culturale è dato infine dall’immagine della Tempesta sul mare di Tiberiade, divenuta celeberrima tra le illustrazioni medievali del soggetto.
Commentario a cura di Maria Giovanna Fadiga, Alessandro Giovanardi








