Si tratta delle tre cantiche complete, senza commenti: l’Inferno ai ff. 1r-25v, il Purgatorio ai ff. 26v-52v, e infine il Paradiso ai ff. 53r-77v, scritte in gotica italiana formale omogenea su due colonne, con un inchiostro che si è rivelato di scarsa tenuta sulla pergamena.
Almeno tre sono le mani o le botteghe che si avvicendano nella costruzione della ricca illustrazione del codice.
Oltre alle decorazioni della pagina d’apertura e ai capilettera fogliati, le carte del manoscritto accolgono più di duecento scene illustrative che seguono il testo narrativamente. Assai nota la raffigurazione di Lucifero inserita a piena pagina alla fine dell’Inferno.
Il codice lussuoso, assai singolare per l’articolazione delle miniature che mutano dall’uso del colore intenso al puro disegno, si inserisce con coerenza in quell’ambiente veneto degli ultimi decenni del Trecento che mostra elementi compositi: una narratività erede dell’arte bolognese ed emiliana, e la raffinatezza del disegno che conosce le cadenze lombarde.
Commentario a cura di Susy Marcon











