La Biblia Bononiensis fa la sua comparsa sul mercato antiquario nel 1905, durante l’asta dei beni appartenuti al collezionista viennese Franz Trau. In quell’occasione viene acquistata da Victor Goldschmidt di Heidelberg (1853-1933), che nel 1915 appone sul manoscritto la propria firma a inchiostro nero, segno tangibile della sua proprietà e del suo interesse per il codice. Successivamente il volume entra nel catalogo della ditta L’Art Ancien, fondata a Lugano nel 1920 da Erwin Rosenthal, figura di spicco del commercio librario europeo. Quando Rosenthal si trasferisce negli Stati Uniti nel 1941, il manoscritto lo segue nel nuovo continente e, nello stesso anno, approda alla sua attuale sede presso la Boston Public Library, dove è tuttora conservato.
La prima miniatura, dedicata alla Concezione della Vergine, raffigura l’incontro di Gioacchino e Anna davanti alle porte di una città. L’abbraccio dei due sposi, di evidente ascendenza giottesca, costituisce uno degli indizi più eloquenti per l’attribuzione del ciclo illustrativo a un miniatore di altissimo livello, profondamente permeato dalla cultura figurativa toscana. Le affinità stilistiche rimandano in particolare agli affreschi della Cappella Rinuccini in Santa Croce a Firenze, opera di Giovanni da Milano, tra i più raffinati seguaci di Giotto, capace di coniugare monumentalità e pathos narrativo. Al tempo stesso, non mancano richiami al Maestro del 1411, una delle personalità più eminenti della miniatura bolognese trecentesca, interprete autorevole della tradizione giottesca in ambito locale.
Questi riferimenti incrociati suggeriscono un artista colto, aggiornato sulle principali correnti pittoriche del Trecento e perfettamente in grado di tradurre in miniatura la complessità narrativa e la sensibilità emotiva della grande pittura murale.









