Offiziolo di Anna Sforza

Officium Beatae Mariae Virginis di Anna Sforza

Lat. 74 = alfa Q. 9. 31

Modena, Biblioteca Estense Universitaria

Tiratura limitata a 299 esemplari

  • Formato cm. 14 x 24
  • 278 pagine di cui 12 interamente  miniate con immagini di Santi e 146 con lettere miniate.
  • Tiratura limitata a 299 esemplari.
  • Carta vegetale trattata a mano per il raggiungimento dello stato ottimale di invecchiamento.
  • Legatura e coperta eseguite artigianalmente.
  • Cucitura fatta a mano su corde.
  • Incassatura su carta antica.
  • Taglio con doratura in oro

Riproduzione in facsimile dell’Offiziolo di Anna Sforza.

Il raffinatissimo codice, che sembra destinato a soddisfare un gusto tutto femminile per l’accuratezza delle lunghe e ondulate chiome delle molte sante raffigurate, fu composto per la giovane Anna Sforza, che nel 1491 divenne sposa di Alfonso I d’Este.

Il prezioso manoscritto fu miniato da Francesco Binasco, attivo in Milano alla corte degli Sforza tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento

Inoltre la miniatura, dai toni caldi e vivaci, presenta echi dello stile del lombardo Bernardino Zenale, le forme architettoniche in prospettiva, espressione del Rinascimento, riflettono l’influenza di Leonardo e di Bramante, presenti a Milano a fine Quattrocento.

Continuano però a permanere in questa miniatura anche echi della pittura trecentesca, in particolare fiamminga, ravvisabili negli edifici dalle guglie tardogotiche che spiccano sullo sfondo. Lo splendore delle corti dei Visconti e degli Sforza hanno conferito alla miniatura milanese grande eleganza, gusto del bello e del raffinato, riscontrabile nella signorilità delle figure.