Evangelistario del Granduca Ferdinando III

Tiratura esaurita

Codice Acquisti e Doni 156

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana

Secolo XVI

Tiratura limitata per l’Italia:

49 esemplari

  • Formato cm 33,5 x 23,5
  • 66 carte
  • Stampa fine art
  • Applicazione della foglia d’oro
  • Carta pergamena trattata a mano per il raggiungimento dello stato ottimale di invecchiamento
  • Legatura eseguita artigianalmente
  • Cucitura a mano
  • Incassatura su carta antica
  • Coperta in velluto con ricami dorati

L’Evangelistario è un manoscritto pregiato per la sua manifattura e per la qualità dei materiali. I manoscritti miniati sono preziosi oggetti d’arte, che comunicano al lettore non solo mediante il testo scritto ma anche attraverso la ricchezza dell’apparato iconografico.

Storia, cultura e arte si riflettono in questo splendido codice, conducendoci nel cuore d’Europa nel principato episcopale di Würzburg.
Il codice fu esemplato presso l’abbazia benedettina di Würzburg nei primissimi anni del XVI secolo, nel 1507 fu affidato alla maestria del monaco benedettino George Lester per la realizzazione di 30 preziose miniature.

La storia del manoscritto benedettino della Biblioteca Medicea Laurenziana si intreccia con le vicende degli anni tumultuosi a cavallo tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento che videro come protagonista Napoleone Bonaparte, solo agli inizi del XIX secolo giunse a Firenze nelle mani di Ferdinando III.

Il manoscritto fu custodito nella biblioteca dell’abbazia benedettina di Würzburg fino al 1802, anno in cui l’abbazia fu soppressa, a seguito della secolarizzazione del Sacro Romano Impero. L’11 maggio del 1823 il granduca di Toscana Ferdinando III, lo donò alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze. Ecco la lettera di accompagnamento al manoscritto che si legge a carta b recto:

«Questo Manoscritto è stato ora acquistato dall’Illustrissimo Imperiale Sovrano, e viene da Esso destinato in dono alla Libreria Laurenziana, cui Ella meritatamente presiede. Nel porgergliene per di Lei regola, e per supremo comando la notizia, godo di potermi ossequiosamente confermare».
Di Signoria illustrissima. Li 11 Maggio 1823. Suo professore Del Furia Bibliotecario della Laurenziana.