In che anno è stata scritta la Divina Commedia?

anno divina commedia

In che anno è stata scritta la Divina Commedia? La risposta più corretta è che il poema non nacque in un solo anno: Dante lo compose durante l’esilio, probabilmente a partire dal 1304 o dal 1307 e fino al 1321, anno della sua morte. Quando si cerca l’anno della Divina Commedia, è quindi più preciso parlare di un arco cronologico che di una data unica. La datazione non è del tutto certa, soprattutto per l’inizio della composizione. Gli studiosi ricostruiscono il lavoro di Dante attraverso riferimenti interni al poema, testimonianze contemporanee e notizie sulla diffusione delle cantiche. Treccani indica come possibili punti di partenza il 1304 o il 1307.

1304, 1307 o 1321? Perché non esiste un solo anno della Divina Commedia

Dante fu esiliato da Firenze nel 1302. Negli anni successivi visse in diverse corti italiane e proprio durante questa lunga fase maturò e realizzò la Commedia. Stabilire un anno preciso d’inizio è impossibile: non possediamo un manoscritto autografo del poema e le testimonianze disponibili non consentono di ricostruire passo per passo la stesura. La formula “1304-1321”, molto diffusa nei manuali, è dunque utile come indicazione sintetica, ma semplifica una questione più complessa. Secondo l’Enciclopedia Treccani, una delle ipotesi più plausibili colloca l’avvio della composizione intorno al 1307. Più sicuro è invece il punto finale: Dante portò a termine il Paradiso negli ultimi anni trascorsi a Ravenna e morì nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321.

Il 1300 è l’anno del viaggio, non quello della composizione

Una delle confusioni più frequenti nasce dalla presenza di un’altra data fondamentale: il 1300. È l’anno in cui Dante colloca narrativamente il viaggio attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso, durante il periodo pasquale. Il 1300 appartiene quindi al tempo della storia raccontata, mentre la scrittura avvenne successivamente. La distinzione è importante. Nel poema Dante-personaggio vive gli avvenimenti come se si trovasse nel 1300, mentre Dante-autore scrive conoscendo fatti politici e personali accaduti negli anni seguenti. Questa distanza temporale gli consente anche di costruire profezie e anticipazioni attribuite ai personaggi incontrati nell’aldilà. Per comprendere il viaggio e il suo valore allegorico, questo problema cronologico va distinto dal significato della Divina Commedia e dalla sua struttura in cantiche e canti.

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Le fasi della composizione: dalle prime cantiche al Paradiso

Pur senza poter ricostruire un calendario esatto, è possibile individuare alcune tappe generali della composizione e della diffusione dell’opera:

  • 1304-1307 circa: negli anni successivi all’esilio prende forma il progetto della Commedia; il 1307 è spesso indicato come una data plausibile per l’avvio della stesura.
  • entro il 1314-1316: Inferno e Purgatorio risultano già composti e in circolazione. Treccani colloca il completamento delle prime due cantiche prima del 1315-1316.
  • dal 1316 circa: Dante lavora al Paradiso, la cantica degli ultimi anni, tra Verona e poi Ravenna.
  • 1321: il Paradiso viene portato a compimento poco prima della morte del poeta e diffuso integralmente dopo la sua scomparsa.

Treccani segnala inoltre che prima dell’aprile 1314 l’opera era già nota almeno in parte, un indizio prezioso per delimitare cronologicamente la composizione dell’Inferno. Questa progressione spiega perché la Commedia contenga riferimenti a vicende storiche distribuite lungo un periodo ampio. Non è un testo scritto in un unico slancio, ma un’opera cresciuta insieme all’esperienza dell’esilio, ai mutamenti politici del primo Trecento e all’evoluzione intellettuale di Dante.

La cronologia della composizione va distinta anche dagli altri aspetti del poema. Le terzine ricordate nell’approfondimento sulle frasi più famose della Divina Commedia, per esempio, appartengono a cantiche nate in momenti diversi di questo lungo processo creativo.

Dal 1321 ai primi manoscritti: come la Commedia è arrivata fino a noi

La storia delle date non termina con la morte di Dante. Nessun autografo della Commedia è giunto fino a noi: il testo è stato trasmesso da numerose copie manoscritte. Treccani ricorda tra i testimoni antichi il codice Landiano del 1336 e il Trivulziano del 1337, testimonianze della rapida diffusione del poema pochi anni dopo il 1321. È in questa fase che il poema diventa anche un oggetto da copiare, commentare e illustrare. Imago raccoglie riproduzioni in facsimile di importanti codici danteschi, permettendo di osservare differenti forme della trasmissione manoscritta.

Il Palatino 313, collocato nel secondo quarto del XIV secolo, è considerato una delle più antiche Commedie miniate conosciute e conserva gran parte del commento di Jacopo Alighieri. La Divina Commedia di San Bernardo, datata alla seconda metà del Trecento, testimonia una fase successiva della fortuna del poema, quando testo, commento e decorazione miniata formano manufatti librari di grande prestigio. Per approfondire invece la figura che compare negli ultimi canti del Paradiso, è possibile leggere l’articolo dedicato a San Bernardo di Chiaravalle nella Divina Commedia. La riproduzione in facsimile consente oggi di avvicinarsi anche a questa dimensione storica: non soltanto al testo scritto da Dante tra i primi anni dell’esilio e il 1321, ma alle forme concrete attraverso cui la Commedia fu tramandata nel Trecento.

Alla domanda iniziale possiamo quindi rispondere con una formula precisa: la Divina Commedia fu composta probabilmente tra il 1304-1307 e il 1321. Il 1300 è invece l’anno in cui Dante ambienta il viaggio. Distinguere queste due cronologie permette di leggere il poema come il risultato di un lungo lavoro che accompagna quasi per intero gli anni dell’esilio del poeta.

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